L’adesione allo sciopero di oggi risulta del 4,3%. Una percentuale inferiore rispetto all’ultima agitazione sindacale di maggio 2016, che aveva registrato un 6,5% di adesione. Questi i dati rilasciati da Federdistribuzione che ha altresì segnalato di non aver avuto segnalazione di punti vendita chiusi.
“Nonostante la lentezza delle trattative per la conclusione del contratto del settore, i lavoratori hanno dimostrato un comportamento responsabile – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – La percentuale di adesione, inferiore rispetto a quella delle precedenti manifestazioni sindacali, è per noi un segnale importante”.
“Abbiamo convocato lo scorso mese di marzo e di nuovo a giugno le organizzazioni sindacali per concludere le trattative del Contratto Collettivo Nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata, ma Filcams e Uiltucs si sono rifiutati di incontrarci. Ribadiamo che vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma dobbiamo trovare soluzioni equilibrate per imprese e lavoratori, tali da non pregiudicare l’occupazione di un settore già messo a dura prova da anni difficili”.
“La pretesa dei sindacati di sottoscrivere il medesimo contratto di Confcommercio è inaccettabile per le evidenti differenze esistenti tra le grandi aziende associate a Federdistribuzione e quelle del dettaglio tradizionale rappresentate da Confcommercio”.
“Nell’attesa di un approccio costruttivo da parte delle organizzazioni sindacali prosegue il Presidente di Federdistribuzione – abbiamo comunque tutelato i nostri collaboratori erogando aumenti retributivi unilaterali che hanno ampiamente salvaguardato il potere d’acquisto dei lavoratori. E’ pertanto evidente che la posizione di Federdistribuzione è da sempre chiara e coerente”.
“Il nostro auspicio è che il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” ha concludso Cobolli Gigli.










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