﻿{"id":18171,"date":"2016-10-23T18:43:06","date_gmt":"2016-10-23T16:43:06","guid":{"rendered":"https:\/\/diyandgarden.com\/?p=18171"},"modified":"2024-01-05T15:21:01","modified_gmt":"2024-01-05T14:21:01","slug":"40-anni-di-brico-per-carlo-botta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/produzione\/40-anni-di-brico-per-carlo-botta\/","title":{"rendered":"40 anni di brico per Carlo Botta"},"content":{"rendered":"\n<p>Abbiamo contattato<strong> Carlo Botta, Responsabile Wolfcraft in Italia<\/strong>, per farci raccontare peculiarit\u00e0 e differenze del bricolage italiano di ieri e di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dal principio. Era il 18 novembre 1976 quando Carlo Botta, dopo la laurea in Scienze Politiche con indirizzo economico internazionale, fu assunto come assistente marketing alla Stanley. Dopo una gavetta ed una crescita professionale <strong>all\u2019interno della Divisione utensileria Stanley<\/strong>, a 29 anni fu promosso dirigente, assumendo <strong>la Direzione Marketing Stanley<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo 14 anni di Stanley, il 1\u00b0 marzo del 1990, Carlo Botta <a href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/comunicazione\/pubblicita-storiche-1975-1976\/\">fu chiamato dalla Wolfcraft<\/a> per costruire e guidare la filiale italiana del prestigioso marchio di accessori per il fai da te.&nbsp;\u201c La determinazione e la passione sono stati e sono ancora fondamentali \u2013<strong> racconta Carlo Botta<\/strong> -, per\u00f2 molto importanti sono anche l\u2019umilt\u00e0 di mettersi a disposizione di chi detiene l\u2019esperienza e il coraggio di cogliere le opportunit\u00e0 nel momento esatto in cui capitano, come la scelta di accettare l\u2019onore e l\u2019onere di aprire la filiale Wolfcraft.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi ha avuto come \u201cmaestro \u201c ?<br>\n<\/strong>Io ho avuto la fortuna di avere un Capo come Sandro Cozza, per tutti gli anni \u201980 fino all\u2019inizio degli anni \u201990, amministratore delegato di Stanley, che mi ha insegnato molto e che ha creduto e investito sulla mia persona. Ricordo che nei primi anni \u201980 si affacciava sul mercato la grande <a title=\"Dalla ferramenta alla grande catena del DIY e giardinaggio\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/distribuzione\/\">distribuzione<\/a> brico e gi\u00e0 allora si proponeva con dinamiche molto diverse rispetto ai rapporti a cui eravamo abituati con la distribuzione tradizionale. Sandro Cozza era un grande professionista con una particolare vocazione verso le vendite e questa \u201cnuova grande distribuzione\u201d che pretendeva premi, agevolazioni e contratti del tutto particolari per l\u2019epoca, non era\u2026diciamo nelle sue corde. Fu cos\u00ec che me ne affid\u00f2 completamente la gestione, un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria per me in quanto mi ha consentito di sviluppare una professionalit\u00e0 specifica che si sarebbe rivelata fondamentale negli anni a venire. Mi insegn\u00f2 la necessit\u00e0 di \u201c cambiare cappello \u201c, a seconda delle situazioni. Adattarsi\u2026.Cambiare di fronte ad un dettagliante, un grossista o un buyer GDO-GDS<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa significava fare marketing nel mercato del fai da te degli anni \u201980?<br>\n<\/strong>Erano anni pionieristici e di grande entusiasmo. A quell\u2019epoca il fai da te era interpretato come un hobby per il tempo libero e la lavorazione del legno sembrava essere una nuova frontiera su cui investire tutte le nostre energie. Eravamo coscienti che si trattava di un mercato di nicchia in Italia, ma eravamo fiduciosi che si sarebbe sviluppato fino ad avvicinarsi ai livelli gi\u00e0 raggiunti da altri mercati del nord Europa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nasce il fai da te tra l&#8217;entusiasmo generale<\/h2>\n\n\n\n<p>Effettivamente in quegli anni l\u2019entusiasmo che regnava a tutti i livelli intorno <a href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/distribuzione\/dalluomo-fai-da-te-al-maker\/\">al neonato mercato del fai da te <\/a>aveva raggiunto livelli straordinari. Dal nulla apparvero nelle edicole due riviste specializzate, in tante citt\u00e0 italiane proliferavano fiere del fai da te e alcune aziende persero la testa, fino ad arrivare a proporre la combinata da salotto (per non fare nomi la Mago Magh), chiusa in un mobile ma pronta a fresare, tagliare e piallare direttamente nel salotto di casa, senza dover necessariamente andare in cantina o nel box.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Era una situazione un po\u2019 esagerata?<br>\n<\/strong>Il grande fermento intorno al fai da te non era solo interno al settore. Si interessavano della crescita di questo nuovo hobby anche molti mass media e molti opinionisti, anche celebri e prestigiosi, si esponevano con giudizi e pronostici. Ricordo che durante \u201cUso Tempo\u201d, la fiera del fai da te pi\u00f9 importante dell\u2019epoca, che si teneva a Roma, mi ritrovai a parlare ad un convegno sul tempo libero, avendo al mio fianco Piero Angela e Margherita Hack.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal Fai da Te al bricolage. Arriva la Gds<\/h2>\n\n\n\n<p>Poi le cose sono cambiate e possiamo dire che dal fai da te si \u00e8 passati al bricolage: un vocabolo pi\u00f9 gentile per indicare pratiche e prodotti atti al miglioramento della casa. Dall\u2019hobby si \u00e8 passati a parlare di necessit\u00e0, pur con l\u2019intento di far espletare tali necessit\u00e0 gradevolmente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo passaggio quale ruolo ha avuto la crescita della grande distribuzione specializzata?<\/strong><br>\nLa GDS ha avuto sicuramente un ruolo importante perch\u00e9 avendo un rapporto diretto con il consumatore hanno avuto la possibilit\u00e0 di capire le reali esigenze ed aspettative dei clienti, che, sempre di pi\u00f9 non erano pi\u00f9 solo gli uomini, come era negli anni \u201980, ma, grazie all\u2019introduzione di merceologie diverse, una tra tutte la decorazione, si ampliava lo spettro di riferimento del target alle donne e alla famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo passaggio dall\u2019hobby al \u201cmigliora la tua casa\u201d le aziende hanno perso quell\u2019entusiasmo che invece avevano dimostrato nei primi anni del fai da te. O no?<br>\n<\/strong>Secondo me negli anni \u201980 l\u2019entusiasmo e le aspettative erano esagerate e questa esagerazione di entusiasmo port\u00f2 anche a parecchie delusioni. In realt\u00e0 il cliente italiano ha una preparazione tecnica e una manualit\u00e0 molto basse, \u00e8 sempre stato cos\u00ec e sar\u00e0 cos\u00ec ancora per molto tempo. Ci\u00f2 non significa che non abbia la voglia oltre che la necessit\u00e0 di fare da s\u00e9 i lavori di manutenzione e abbellimento della propria casa. Per\u00f2 noi aziende, ma anche la distribuzione, dobbiamo impegnarci nel rendere al nostro consumatore la vita il pi\u00f9 facile possibile. In Wolfcraft, per esempio, da anni proponiamo progetti completi che comprendono, a fronte di uno specifico intervento (pavimentazione, cartongesso, taglio e immagazzinaggio della legna, ecc.) tutti i prodotti necessari con un supporto di didattica e tutorial filmati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi meglio il do it for me (cerco chi svolga per me il lavoro) rispetto al do it yourself?<br>\n<\/strong>Diciamo che il do it for me c\u2019\u00e8 sempre stato in Italia e probabilmente gran parte delle persone lo preferiscono al do it yourself, tant\u2019\u00e8 che \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente incontrare insegne della distribuzione che offrono il servizio di artigiani fidati per fare i lavori nella casa del consumatore che ha acquistato i prodotti nel punto vendita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La &#8220;piccola&#8221; Grande Distribuzione Italiana<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo gi\u00e0 sottolineato un tratto significativo riguardo all\u2019ingresso della grande distribuzione nel mercato del bricolage italiano. Quali sono stati e quali sono i pregi e i difetti della Gds in Italia?<br>\n<\/strong>Dagli anni \u201980 ad oggi la GDS in Italia \u00e8 certamente cresciuta, ma rimaniamo comunque lontani dai livelli che troviamo nei paesi europei che abbiamo sempre portato come esempio di sviluppo. La nostra grande distribuzione in realt\u00e0 \u00e8 piccola. La dimensione media dei punti vendita \u00e8 di circa 3.000 mq, ma se togliamo <a title=\"Novit\u00e0 su Leroy Merlin\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/tag\/leroy-merlin\/\">Leroy Merlin<\/a>, Bricoman e Obi si abbassa drasticamente a 2.000 mq E\u2019 anche vero che nel resto d\u2019Europa si sta facendo un passo indietro sulle grandi metrature, ma la loro media rimane comunque imparagonabile alla nostra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E\u2019 solo una questione di dimensioni?<br>\n<\/strong>Esistono anche altri problemi. Il primo riguarda lo scarso interesse che le grandi insegne europee hanno dimostrato e dimostrano per l\u2019Italia. Questo non perch\u00e9 il nostro mercato non sia appetibile, ma per una burocrazia e una serie di vincoli che rendono davvero difficile e impegnativo per le insegne straniere (e Italiane !!!) aprire un punto vendita. Il secondo riguarda la tradizionale frammentazione della distribuzione. Lo scenario della Gds italiana \u00e8 generalmente molto polverizzato, con piccole realt\u00e0 che non riescono a dare un contributo determinante alla crescita di quella cultura del fai da te che tutti abbiamo sempre auspicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Se guardiamo la GDS italiana troviamo gruppi che hanno una propria immagine \u201c omogenea \u201c e un\u2019organizzazione reale, penso per esempio a Brico OK, altre invece sono aggregazioni fatte essenzialmente per acquistare a prezzi pi\u00f9 bassi i prodotti presso i fornitori.<\/p>\n\n\n\n<p>La vittoria dell\u2019individualismo italiano\u2026..mi associo, ma faccio come voglio io\u2026\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro punto riguarda i ricarichi, che in Italia sono molto pi\u00f9 alti che negli altri Paesi. Incidono sicuramente gli alti costi gestionali e la tassazione, ma spesso questi diventano un alibi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ultimamente stanno nascendo aggregazioni piuttosto importanti, per esempio Sistema o Evoluzione Brico o il recente accordo tra <a title=\"Notizie sul gruppo Bricolife\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/tag\/bricolife\/\">Bricolife<\/a> e il Gruppo Made. Cosa ne pensa di questo fermento?<br>\n<\/strong>Penso sia positivo perch\u00e9 certifica la volont\u00e0 di crescere. Mi auspico che queste sinergie portino sviluppo di marketing e di strategie. Sarebbe un errore limitarsi ancora una volta alla sola trattativa commerciale o peggio ancora \u201c finanziaria\u201d. Comunque \u00e8 ancora presto per dare giudizi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per concludere, quale deve essere l\u2019impegno degli operatori della <a title=\"Notizie, interviste, personaggi, acquisizioni del DIY e fai da te  e giardinaggio\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/produzione\/\">produzione<\/a> e della distribuzione nei prossimi anni per continuare nella crescita e nello sviluppo del mercato?<br>\n<\/strong>Formazione e didattica. Oggi la <a title=\"Notizie su ferramenta\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/tag\/ferramenta\/\">ferramenta<\/a> tradizionale \u00e8 ancora straordinariamente importante perch\u00e9 pu\u00f2 seguire il cliente con addetti qualificati, in grado di dare consigli e suggerimenti utili, anzi indispensabili, se consideriamo che l\u2019italiano continua ad essere tecnicamente poco preparato. Quindi formazione degli addetti vendita, ma anche un grande lavoro di diffusione della didattica a favore del consumatore. Oggi esiste internet che, se usato bene, pu\u00f2 essere un mezzo determinante per diffondere notizie e informazioni, grazie alla possibilit\u00e0 di utilizzare oltre ai testi e le immagini anche i video. Il successo dei nostri filmati nel canale Youtube di Bricoliamo, web magazine rivolto al pubblico che abbiamo sostenuto sin dai suoi primi anni dalla messa in linea, testimonia l\u2019interesse della gente a capire e a crescere. Noi dobbiamo dare gli strumenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella foto:<\/strong> da sinistra Stefania, Patrizia, Carlo Botta, Elisa, Antonella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo contattato Carlo Botta, Responsabile Wolfcraft in Italia, per farci raccontare peculiarit\u00e0 e differenze del bricolage italiano di ieri e di oggi. 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