﻿{"id":2076,"date":"2009-11-09T10:22:37","date_gmt":"2009-11-09T09:22:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bricoliamo.com\/?p=2076"},"modified":"2024-02-11T11:03:20","modified_gmt":"2024-02-11T10:03:20","slug":"il-marketing-virale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/tendenze\/il-marketing-virale\/","title":{"rendered":"Il marketing virale"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi non ha mai ricevuto da un amico o da un collega il <strong>link<\/strong> a un filmato spiritoso, inconsueto o decisamente interessante? A tutti \u00e8 successo, \u00e8 un fenomeno <strong>tipico <\/strong>di internet, soprattutto da quando la <strong>banda larga<\/strong> ha iniziato la sua diffusione tra le famiglie. Gli utenti di internet, che sono anche <strong><a href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/consumatori\/la-giornata-mondiale-dei-consumatori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">consumatori<\/a><\/strong> che frequentano e acquistano nei punti vendita tradizionali, hanno fatto della <strong><a href=\"https:\/\/www.bricoliamo.com\/mercato\/mercato-notizie\/il-computer-aggrega-la-famiglia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">condivisione<\/a><\/strong> di informazioni, di emozioni e di immagini una <strong>consuetudine<\/strong>, per taluni addirittura quotidiana. E\u2019 lo stesso approccio che ha portato allo straordinario successo di <strong>Facebook<\/strong> (<em>oltre 10 milioni di utenti in Italia<\/em>) e in generale dei <strong>social network<\/strong>. Per qualsiasi azienda entrare in questo circuito \u00e8 determinante, l\u2019assenza pu\u00f2 essere molto penalizzante. Questo \u00e8 quanto \u00e8 emerso durante il <strong>CreatEvent<\/strong>, la giornata di lavori tenutasi a Verona lo scorso mese di ottobre, proprio sul tema del <strong>marketing non convenzionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono <strong>manager<\/strong>, e non sono pochi, che ritengono che essere presenti in internet con il proprio <strong>sito aziendale <\/strong>sia sufficiente, non \u00e8 cos\u00ec. Soprattutto nel settore del<strong> bricolage <\/strong>difficilmente gli utenti cercano la singola azienda specificandone il nome, assai pi\u00f9 frequentemente ricercano <strong>informazioni<\/strong> e suggerimenti per la soluzione di un problema. Se devono verniciare un tavolo in legno, in <strong>Google<\/strong> digiteranno probabilmente \u201c<em>verniciare legno<\/em>\u201d, se hanno un <strong>problema<\/strong> con una porta che cigola digiteranno \u201c<em>cigolio porta<\/em>\u201d. In questo modo per\u00f2 non troveranno i siti delle <strong>aziende<\/strong> che propongono i prodotti utili alla soluzione richiesta, quanto meno nelle prime due pagine di ricerca di Google, troveranno invece portali di<strong> informazione tematica<\/strong>, come <strong>bricoliamo.com<\/strong>, forum, news group e siti con contenuti specialistici sul tema in questione. E\u2019 un problema di <strong>indicizzazione<\/strong> legato ai contenuti e alla frequenza di aggiornamento del proprio sito, ma questo \u00e8 un altro discorso. Il dato di fatto \u00e8 che per un\u2019azienda essere presente in <strong>internet<\/strong> non pu\u00f2 significare semplicemente aprire un sito aziendale per quanto bello, animato e completo esso sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente ai media tradizionali, in particolare la televisione, in internet <strong>il consumatore \u00e8 attivo<\/strong> e non passivo: \u00e8 lui che cerca le informazioni che gli <strong>interessano<\/strong>, non \u00e8 lo spot pubblicitario a raggiungerlo mentre sta comodamente sul divano. Questo ha come conseguenza una straordinaria <strong>frammentazione<\/strong> delle richieste e delle modalit\u00e0 di utilizzo del mezzo. Sui <strong>31 miliardi <\/strong>di query (<em>parole o insiemi di parole digitate nella casella di ricerca di Google<\/em>) registrate in <strong>Google<\/strong> al mese, il <strong>25%<\/strong> risultano essere digitate per la prima volta e mai digitate prima. Allo stesso modo \u00e8 interessante rilevare come, se nelle librerie tradizionali i primi <strong>100 titoli <\/strong>sviluppano l\u2019<strong>80%<\/strong> del giro d\u2019affari, in <strong>Amazon<\/strong>, noto portale di e-commerce librario, i primi <strong>100 titolo<\/strong> raggiungono a mala pena il <strong>40% <\/strong>del fatturato totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 si parla di <strong>marketing virale<\/strong>. E\u2019 evidente che riuscire a costruire un messaggio virale veramente <strong>contagioso<\/strong> significa sia raggiungere un livello di <strong>visibilit\u00e0<\/strong> straordinario (<em>milioni di utenti con una permanenza nel tempo sostanzialmente infinita<\/em>), ma anche, e forse soprattutto, diventare un <strong>riferimento<\/strong> per il mondo della rete. L\u2019investimento necessario \u00e8 sempre tendenzialmente basso, molto alto deve essere il livello di <strong>creativit\u00e0 <\/strong>del contenuto che si propone. Il ruolo centrale per il successo virale di una campagna \u00e8 esclusivamente il <strong>contenuto<\/strong>, non \u00e8 importante che sia di carattere testuale, fotografico o audiovisuale, pu\u00f2 essere una o tutte e tre le cose insieme, l\u2019importante \u00e8 che ci sia un livello di <strong>coinvolgimento<\/strong> tale da stimolare gli utenti a scaricare, a <strong>fare proprio<\/strong> e a veicolare agli amici, ai parenti, ai colleghi il contenuto in questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti pensano che per essere virali \u00e8 sufficiente confezionare un contenuto<strong> trasgressivo<\/strong> e giocato sui temi del sesso, della violenza o della messa in ridicolo di persone o situazioni. Non \u00e8 cos\u00ec, lo ha spiegato molto bene <strong>Mirko Pallera<\/strong> parlando del <strong>Viral DNA<\/strong>, cio\u00e8 la chimica del marketing virale, cio\u00e8 l\u2019ultimo modello di marketing. Per rispondere alla domanda \u201c<em>come progettare campagne di marketing virale veramente contagiose?<\/em>\u201d occorre partire da una serie di considerazioni che tengano conto del cambiamento che il <strong>consumatore<\/strong> italiano ha fatto negli ultimi anni, anche grazie a internet.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, lo vediamo anche negli allestimenti dei punti vendita, si sta passando da un rapporto<strong> fisico<\/strong> con il prodotto e il consumo a un rapporto <strong>sensoriale<\/strong> ed emozionale. La <strong>qualit\u00e0 <\/strong>del prodotto \u00e8 una condizione scontata e quindi non basta pi\u00f9, non \u00e8 un argomento sufficiente per decretare il successo di un prodotto o di una marca. La vera <strong>differenza<\/strong> viene fatta da ci\u00f2 che il prodotto suscita, da quello che riesce a <strong>testimoniare<\/strong>. Comprare biologico significa testimoniare un proprio pensiero e un proprio <strong>stile <\/strong>di vita. Non comprare prodotti di aziende che sfruttano i bambini o il lavoro nero per contenere i prezzi \u00e8 una modalit\u00e0 di <strong>denuncia sociale<\/strong> manifesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 quindi dire che oggi le persone utilizzano i brand per realizzare i propri <strong>progetti esistenziali<\/strong> ed \u00e8 su questo concetto che si innesca il <strong>contagio<\/strong> e un messaggio diventa veramente virale. Ricordate le campagne di <strong>Oliviero Toscani<\/strong> per <strong>Benetton<\/strong>? Internet era quasi sconosciuto e i media utilizzati erano la stampa e le gigantesche affissioni. In quelle campagne di innegabile e straordinario successo <strong>Toscani <\/strong>precorreva i tempi e proponeva all\u2019attenzione dei <a title=\"Cosa chiede il pubblico e il cliente del settore DIY fai-da-te e giardinaggio\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/consumatori\/\">consumatori<\/a> <strong>temi sociali<\/strong> di ampio respiro e grande attualit\u00e0 (<em>il razzismo, l\u2019aids, l\u2019anoressia, ecc.<\/em>). La marca era secondaria in termini di immagine sul manifesto, ma assumeva un ruolo fondamentale in quanto marca <strong>impegnata<\/strong> nel dire delle cose. Sostanzialmente <strong>Benetton<\/strong> in quegli anni, con le proprie campagne, faceva<strong> politica<\/strong> e questo essere un\u2019<strong>identit\u00e0<\/strong> e non solo un\u2019immagine \u00e8 stato ampiamente <strong>premiato<\/strong> dai consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, entrando nel mondo internet, la <strong>campagna virale<\/strong> che ha riscosso il maggiore successo nella rete \u00e8 stata quella realizzata da <strong>Tim Piper<\/strong> della <strong>Ogilvy<\/strong> di Toronto per la <strong>Dove<\/strong>, nota azienda di prodotti di bellezza. Lo spot, diventato un <strong><a title=\"Sezione video mercato Bricolage e Garden\" class=\"aalmanual\" target=\"_blank\"   href=\"https:\/\/diyandgarden.com\/video\/\">video<\/a> virale<\/strong> nella rete, ritrae una ragazza normale che dopo una seduta di trucco e un lavoro di ritocco con photoshop, diventa il <strong>volto bellissimo <\/strong>della ragazza di un manifesto pubblicitario. Il tutto \u00e8 giocato su un <strong>montaggio<\/strong> molto serrato, che da ritmo allo spot tenendo alta l\u2019<strong>attenzione<\/strong> su quanto succede. Anche in questo caso l\u2019immagine della marca, comunque ovviamente presente, lascia posto ad un <strong>messaggio sociale<\/strong> che schiera l\u2019azienda a favore della <strong>bellezza naturale<\/strong> (<em>definita \u201cautentica\u201d dall\u2019azienda<\/em>) e contro lo stereotipo televisivo della donna magrissima, bellissima, sexissima e, in ultima analisi priva di personalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Provate ad andare su<strong> YouTube<\/strong> e cercate \u201c<strong>Dove Evolution<\/strong>\u201d, scoprirete che <strong>decine di milioni <\/strong>di persone hanno scaricato e visualizzato questo spot e alcune di queste ne hanno anche fatto delle <strong>parodie<\/strong> con video anch\u2019essi di grande <strong>successo<\/strong> nella rete. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 stato reso possibile grazie alla grande apertura di <strong>Dove<\/strong> nel rendere disponibili, scaricabili e pubblicabili i propri filmati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Essere virali <\/strong>\u00e8 quindi una questione di <strong>contenuto<\/strong>, significa identificare una <strong>tensione sociale<\/strong> e dargli voce. Solo dopo avere fatto questo tipo di analisi e di scelta, che \u00e8 profondamente <strong>strategica<\/strong> per un brand, si passa alla fase <strong>creativa<\/strong> e quindi alla costruzione dell\u2019emozione e del coinvolgimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; interessante rilevare come, se nelle librerie tradizionali i primi <strong>100 titoli <\/strong>sviluppano l&rsquo;<br \/>\n<strong>80%<\/strong> del giro d&rsquo;<br \/>\naffari, in <strong>Amazon<\/strong>, noto portale di e-commerce librario, i primi <strong>100 titolo<\/strong> raggiungono a mala pena il <strong>40% <\/strong>del fatturato 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