﻿{"id":57485,"date":"2022-12-12T09:54:12","date_gmt":"2022-12-12T08:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/diyandgarden.com\/?p=57485"},"modified":"2023-01-23T14:08:56","modified_gmt":"2023-01-23T13:08:56","slug":"censis-litalia-e-un-paese-malinconico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/tendenze\/censis-litalia-e-un-paese-malinconico\/","title":{"rendered":"Censis, l&#8217;Italia \u00e8 un Paese \u201cmalinconico\u201d"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 un quadro a tinte piuttosto fosche quello tratteggiato dal Censis nel suo 56\u00b0 Rapporto sulla situazione sociale del Paese, presentato dal direttore generale Massimiliano Valerii e dal segretario generale Giorgio De Rita.<\/h2>\n\n\n\n<p>Un\u2019Italia entrata \u201cnel ciclo del post-populismo\u201d, che non cresce ma che vive \u2013 o forse sopravvive \u2013 <strong>\u201cin uno stato di latenza\u201d.<\/strong> Un Paese dove tanti sono i motivi di sconforto da parte di cittadini che vivono in preda alla \u201cmalinconia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oramai rassegnati <strong>a causa di un susseguirsi di eventi globali negativ<\/strong>i \u2013 dal Covid alla guerra in Ucraina \u2013 che sembrano non avere fine. Eventi che, con le relative conseguenze, si aggiungono ai malesseri di lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle paure relative all\u2019economia si quelli legati al rischio di un terzo conflitto mondiale, alle riflessioni sul futuro di sanit\u00e0 e scuola, alle considerazioni sull\u2019equit\u00e0 e alla <strong>disillusione nei confronti di una classe politica sempre pi\u00f9 lontana <\/strong>dalla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<a href=\"https:\/\/www.censis.it\/\">Le nostre analisi <\/a>si collocano <strong>al termine di un triennio straordinario<\/strong>: la pandemia, che dura ancora oggi; una guerra scoppiata alle porte dell\u2019Europa; i costi delle materie prime e dell\u2019energia, con la crescita dell\u2019inflazione\u201d. <strong>Nasce il neologismo \u201cbackshoring\u201d<\/strong>, una sorta di nuova globalizzazione che premia la stabilit\u00e0 e l\u2019affidabilit\u00e0 dei Paesi nei rapporti economici e commerciali con gli altri Stati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Privilegi insopportabili<\/h2>\n\n\n\n<p>La crescita dell\u2019inflazione e la crisi energetica sono, dal punto cronologico, gli ultimi problemi che stanno affrontando gli italiani che secondo il rapporto rinnovano \u201cla domanda di prospettive certe di benessere, accompagnata da <strong>istanze di equit\u00e0 non pi\u00f9 liquidabili come aspettative irrealistiche<\/strong> fomentate da qualche leader politico-demagogico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>92,7% degli italiani \u00e8 convinta che l\u2019impennata dell\u2019inflazione durer\u00e0 a lungo<\/strong> e il 76,4% ritiene che non potr\u00e0 contare su aumenti significativi delle entrate familiari. Per il 69,3% il proprio tenore di vita si abbasser\u00e0, percentuale che sale di 10 punti percentuale tra le persone che gi\u00e0 detengono redditi bassi, mentre oltre il 64 % ha iniziato gi\u00e0 a intaccare i risparmi per fronteggiare l\u2019inflazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo sentiment nasce l\u2019odio per i privilegi di certe classi. <strong>L\u201987,8% considera insopportabili le differenze eccessive tra le retribuzioni<\/strong>, l\u201986,6% le buonuscite milionarie dei manager. All\u201984,1% danno fastidio le tasse troppo basse pagate dai giganti del web, cos\u00ec come i guadagni facili degli influencer (81,5%), gli sprechi nelle feste delle celebrity (78,7), l\u2019uso dei jet privati (73,5%).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I cittadini perduti della Repubblica<\/h2>\n\n\n\n<p>Considerazioni comuni che per\u00f2 <strong>non sfociano in conflitti o mobilitazioni collettive<\/strong> attraverso scioperi, manifestazioni o cortei per le strade.<\/p>\n\n\n\n<p>Si nota invece, come sottolineato nel suo commento da Valerii, una \u201critrazione silenziosa dei cittadini perduti della Repubblica\u201d. Il direttore generale del Censis ricorda come nelle ultime elezioni il primo partito \u00e8 stato quello dei non votanti. Un gruppo numeroso \u2013 circa 18 milioni di persone, pari al 39% degli aventi diritto \u2013 composto da astenuti, schede bianche o nulle, che ha segnato un record e una profonda cicatrice nella storia repubblicana. <strong>Addirittura in 12 province i non votanti hanno superato la soglia del 50%<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 solo un esempio di <strong>quella tentazione alla \u201cpassivit\u00e0\u201d dichiarata dal 54,1% degli italiani<\/strong>. All\u2019insegna della filosofia, come sottolinea il rapporto del Censis, semplice ma efficace: \u201clasciatemi vivere in pace nei miei attuali confini soggettivi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E se accadesse di nuovo?<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019immaginario collettivo <strong>si \u00e8 sedimentata la convinzione che tutto pu\u00f2 accadere<\/strong>, anche l\u2019indicibile. Basta guardarsi indietro: i lockdown, il taglio di consumi essenziali a partire dall\u2019energia contingentata in questo inizio di inverno, la guerra di trincea, il paventato uso della bomba atomica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo visto che in questi anni sono <strong>successe cose fuori dal nostro controllo<\/strong>. Eventi geograficamente lontani possono stravolgere la nostra vita; potrebbe scoppiare la guerra atomica; potremmo entrare in guerra noi stessi\u201d, ha continuato Massimiliano Valerii.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare fronte a questo <strong>\u00e8 aumentata l\u2019adesione alle polizze assicurative<\/strong>, ad esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u201984,5% gli eventi geograficamente lontani possono cambiare improvvisamente e in modo radicale la quotidianit\u00e0 e stravolgere i propri destini. <strong>Il 61,1% teme che possa scoppiare un conflitto mondiale<\/strong>, il 58,8% che si ricorra all\u2019arma nucleare, il 57,7% che l\u2019Italia entri in guerra. Oggi ben il 66,5% degli italiani (10 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al 2019 pre-Covid) si sente insicuro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Di cosa hanno paura gli italiani<\/h2>\n\n\n\n<p>A minacciare gli italiani anche <strong>i virus e le minacce biologiche (37,7% del campione)<\/strong>, seguiti dai temi energetici e di approvvigionamento delle materie prime (26,6%). Impauriti da un\u2019estate all\u2019insegna di un caldo record seguito da piogge in alcuni casi disastrose, il 24,5% teme le catastrofi legate ad eventi atmosferici estremi, il 9,4% ha paura degli attacchi informatici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019invecchiamento \u00e8 considerato un problema<\/strong>, a causa anche della crescita della popolazione che supera i 65 anni, che ha visto un incremento del 60% rispetto a 30 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato da cui, in prospettiva, rischiano di derivare pesanti conseguenze in termini di personale sanitario e del mondo della scuola. A questo si aggiunge, dice il rapporto, <strong>il non invidiabile primato dei giovani Neet<\/strong>: il 23,1% di chi ha tra 15 e 29 anni non studia e non lavora. Mentre solo il 26% \u00e8 laureato, contro il 41% della media europea.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuove tecnologie e lavoro<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2016 il 21,6% degli italiani riteneva che l<strong>e nuove tecnologie potessero creare nuova occupazione<\/strong>. Cinque anni dopo erano il 30,7%, superando \u2013 30,5% \u2013 chi le considera invece in grado di togliere occupazione. Diminuisce, passando dal 46,0% al 38,8%, anche chi le ritiene indifferenti. Anzi tanti pensano che sia stata la <strong>maggiore confidenza con il digitale a determinare un aumento dell\u2019ottimism<\/strong>o nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, se guardiamo sempre al mondo del lavoro, <strong>gli italiani non sono pi\u00f9 disposti a fare sacrifici per il lavoro<\/strong>. Con il 36,4% degli intervistati non pi\u00f9 disposto a sacrificarsi per fare carriera nel lavoro e guadagnare di pi\u00f9. Complessivamente, 8 italiani su 10 affermano di non avere voglia di fare sacrifici per cambiare, diventare altro da s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Superare il tempo di latenza<\/h2>\n\n\n\n<p>Nelle sue conclusioni Giorgio De Rita ha definito un \u201ctempo di latenza\u201d, il periodo che stiamo vivendo. \u201cNella latenza ci sono <strong>due elementi da tenere in considerazione. Da un lato<\/strong> se <strong>dura troppo<\/strong> ci sono troppi rischi per la societ\u00e0 di non progredire. Serve una capacit\u00e0 di risposta che sia individuale ma anche collettiva. Dall\u2019altro \u00e8 lo <strong>spirito costruttivo che ha le sue basi su comparti che funzionano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019export \u00e8 decisamente positivo, il turismo e il risparmio vanno bene.<\/strong> Dalla latenza per\u00f2 bisogna uscire, non possiamo rimanere intrappolati. La classe dirigente deve ritrovare la forza e la consapevolezza di dare risposte. In realt\u00e0 rassicura, rimane nel breve periodo. Ma non basta, c\u2019\u00e8 bisogno di una riapertura verso il futuro. Altrimenti rischiamo \u201cla condanna della malinconia\u201d come ricordato da Valerii, un rischio che non ci possiamo permettere\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un quadro a tinte piuttosto fosche quello tratteggiato dal Censis nel suo 56\u00b0 Rapporto sulla situazione sociale del Paese, presentato dal direttore generale Massimiliano Valerii e dal segretario generale Giorgio De Rita.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":57487,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"event_place_name":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[386],"tags":[1359,576,5208],"posizione":[],"class_list":["post-57485","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tendenze","tag-censis","tag-italia","tag-studiricerche"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/censis-2022-A.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":30953,"url":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/distribuzione\/censis-conad-per-dare-visibilita-a-idee-e-esperienze-concrete\/","url_meta":{"origin":57485,"position":0},"title":"Censis-Conad per dare visibilit\u00e0 a idee e esperienze concrete","author":"Barbara Tomasi","date":"11 Febbraio 2019","format":false,"excerpt":"Conad, in collaborazione con l'istituto di ricerca Censis, insieme per un progetto di ricerca, comunicazione e confronto aperto, che punta al coinvolgimento di cittadini, politica, istituzioni e imprese.","rel":"","context":"In &quot;Distribuzione&quot;","block_context":{"text":"Distribuzione","link":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/distribuzione\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/ten.giudansky.net\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ConadCensis-apertura.webp?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/ten.giudansky.net\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ConadCensis-apertura.webp?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/ten.giudansky.net\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ConadCensis-apertura.webp?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/ten.giudansky.net\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ConadCensis-apertura.webp?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":32134,"url":"https:\/\/ten.giudansky.net\/new\/tendenze\/animali-domestici-un-mercato-da-5-miliardi-di-euro\/","url_meta":{"origin":57485,"position":1},"title":"Animali domestici: un mercato da 5 miliardi di euro","author":"Letizia Rossi","date":"8 Aprile 2019","format":false,"excerpt":"Nel nostro paese ci sono 53,1 animali da compagnia ogni 100 abitanti e gli italiani, nel 2017, hanno speso circa 5 miliardi di euro per prodotti per la cura e il benessere. 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